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IMMAGINI E MUSICA: IL MONTAGGIO FINALE

di Marco Dallan


21/09/2021

Ci siamo. E’ il momento topico di tutto il processo.
Ho visionato le immagini, trovato l’emozione che mi suscitano, ho ascoltato decine, centinaia di musiche in cerca di quella che mi avrebbe evocato la stessa emozione delle immagini. E’ ora di fondere le due cose insieme e dare il via alla magia del montaggio!

Cosa succede adesso?


Uso la canzone scelta come fondamenta per la mia storia; se non è perfetta così com’è potrebbe aver bisogno di un po’ di montaggio audio.


Potrei voler posticipare l’arrivo del primo ritornello, tagliando, copiando e incollando una seconda strofa consecutiva alla prima per avere più tempo per costruire il climax.
Oppure potrei voler allungare la parte finale per avere “più canzone” per inserire più immagini nel momento più alto ed emotivo del video. Insomma sistemo le mie fondamenta perché si adattino a quello che ho in mente.


A questo punto ricomincio a scorrere tutte le immagini riprese perché adesso le guarderò con un altro occhio; adesso infatti ho in testa la musica ed è il momento di iniziare a costruire il film: con quale immagine aprirò? Con quale chiuderò? Come crescerà il climax? Quali sono le immagini che andranno nel momento più emotivo del video?


Piano piano mi faccio una scaletta di quali immagini vanno dove e inizio in modo grezzo ad inserirle una dopo l’altra per costruire la storia. Una volta che è tutto chiaro in testa questo processo è abbastanza veloce.


Poi si passa ad un lavoro di fino. Bisogna verificare che ogni clip, ogni frammento di immagine stacchi nel momento giusto e sia preceduta e seguita dalla giusta immagine per dare la giusta importanza e significato ad ogni frammento e soprattutto le immagini devono susseguirsi e staccare nel secondo, nel millisecondo preciso in cui lo comanda la musica.


E’ una legge incontrovertibile: se “quel sorriso”, “quell’abbraccio”, “quello sguardo” arrivano nel momento giusto, con quella nota nella canzone, con quell’inflessione nel ritmo, l’effetto sarà decuplicato per lo spettatore.


Non lo sappiamo consciamente, ma è questo che ci fa sorridere, piangere, divertire e commuovere in un video: quando le immagini sono cariche di un emozione e la musica in sottofondo le supporta e le eleva come un onda sopra gli scogli, diventa troppo per noi, il cuore trabocca e arrivano le lacrime…beh o la gioia e le risate 🙂


Quando tutto è concluso restano dei passaggi tecnici fondamentali: la correzione del colore e la gradazione del colore.


Il primo è il processo per il quale si aggiustano i colori delle varie sequenze del video nel caso la macchina da presa digitale abbia “mal interpretato” qualche colore nella scena. Capita quando le luci non sono uniformi (temperature diverse) o quando nella scena c’è preponderanza di un colore rispetto ad altri. Capita così che il “bianco” non sembra proprio bianco ma vira verso il verde o il blu o il giallo. Occorre quindi sistemare manualmente tutti i colori. A quel punto si passa alla gradazione del colore, che consiste nel decidere noi, deliberatamente e in base al nostro gusto o all’emozione che vogliamo suscitare, che colore attribuire ad ogni scena. Se vogliamo il verde degli alberi “più verde” o far tendere tutta la scena a colori caldi o freddi o quello che è. Ogni film viene colorato anche se impercettibilmente proprio per uniformare anche quell’aspetto allo stato d’animo che si è creato con immagini e musica, sempre per amplificarne l’effetto.

Finito questo, il video è pronto per la visione (no, non è vero resta ancora la parte di regolazione, montaggio e sistemazione di eventuali audio presenti nel video, ma è un altra storia!).


Per me rappresenta uno dei momenti più belli: sedermi accanto al cliente, vederlo insieme e guardare nei suoi occhi se ho fatto centro.


Di solito è così.

ciao!
Marco Dallan

CalamaroVideo

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